Renzi-Bersani, avversari alleati.

Renzi-Bersani, avversari alleati.

Appena rientrato dall’Assemblea Nazionale del Partito Democratico.
Oggi poteva andare molto male e invece è andata bene (molto sarebbe eccessivo).

La nota più significativa che mi sono portato a casa è di quelle che non mi sarei proprio aspettato.
Oggi Bersani si è mosso sul palco costantemente con fare nervoso.
Si dice che fosse banalmente per un mal di schiena, invece la mia convinzione è che abbia digerito minuto per minuto la sua strategia che prendeva forma intervento dopo intervento.
Su quel palco, oggi, insieme a lui, c’era il migliore dei rottamatori della giornata. Lui stesso. Bersani medesimo.

Ci sono stati alcuni passaggi di oggi, alcuni interventi (quello bello di Fassino) e degli emendamenti proposti e ritirati in un balletto di giochi di potere e di conte che descrivono chiaramente un conflitto in corso all’interno dei gruppi dirigenti sull’asse presidenza e segreteria.

C’è una resa dei conti, c’è l’opportunità unica che Bersani ha oggi di far saltare il patto di sindacato che lega, stringe e soffoca questo partito da 3 anni attraverso un sistema di reciproci interessi politici tra le correnti, che non sono più nemmeno correnti, ma solo fazioni.

Bersani oggi, ci si stenterà a credere, ha il suo migliore alleato in Matteo Renzi e i suoi peggiori nemici al suo fianco.
Bersani oggi ci ha spiegato, senza dirlo, che preferisce una competizione aperta e leale a cui può vincere libero piuttosto di una corsa truccata la cui sua vittoria sarebbe condizionata da relazioni e sistemi di potere da cui non riuscirebbe a trarne nulla di buono.

Chapeau Segretario. Ora vinca il migliore.

You Dem chiude su Sky perchè non si è capito..

You Dem chiude su Sky perchè non si è capito..

Qualche giorno fa è uscita la notizia (http://www.corrierecomunicazioni.it/media/17334_pd-youdem-lascia-il-satellite.htm) che la televisione del Partito Democratico You Dem non sarà più visibile sul decoder Sky.

Chiara Geloni, direttrice della TV, dichiara che la chiusura è conseguenza dei tagli che il Partito deve fare in seguito al ridimensionamento dei rimborsi elettorali.

Ora, non è per fare sempre il solito guasta feste ma c’è qualcosa nel ragionamento che non mi torna.

Ho chiesto su Twitter, nella discussione riportata in calce, lumi sui numeri prodotti da You Dem sul satellite ma a meno della poca cordialità delle risposte, in sostanza non ho avuto nessuna informazione.

Se You Dem risultava avere effettivamente un buon successo sul canale satellitare si dovrebbe sollevare la problematica in modo maggiore;  se lo strumento funzionava bene, faceva buoni risultati, faceva quello che in termini economici si definisce un ROI soddisfacente, quindi un ritorno in termini operativi che giustificasse l’investimento, vorrei sapere molto di più sulla ragione per la quale si è deciso di chiudere il canale satellitare You Dem e non, magari, qualche altra voce di costo.

Diversamente, se la You Dem sul satellite non la guardava una cippa di nessuno, allora altro che accampare giustificazioni sul taglio ai finanziamenti pubblici del partito, il canale andava chiuso anche prima, e quindi, a questo punto, vorrei sapere perchè non lo è stato fatto e si è dovuto aspettare che si girassero (un pelo) i rubinetti dei finanziamenti. E quali sono state la ragioni del insuccesso? E chi ne risponde?

La sensazione generale che mi lascia esterrefatto è la totale insensibilità con cui si gestiscono i soldi che il sistema paese stanzia per far funzionare la macchina democratica. Io non sono tra coloro che si schierano per eliminare totalmente i finanziamenti pubblici ai partiti ma tutto diventa indifendibile se non cambia l’approccio e il metodo. Quando si toccano i soldi nostri, si deve pensare che valgono 3 volte quanto è il loro vero valore, si devono toccare con professionalità e trasparenza, rispondendone sempre e allontanando chi li usa malamente.

 

Come i gabbiani.

Come i gabbiani.

In questi 3 anni con la rete, tutta veronese, di innovarePD abbiamo fatto tantissimo (http://www.innovarePD.it), abbiamo anticipato diversi capitoli del dibattito politico nazionale e con un ruolo da protagonisti abbiamo dato vita con tutto il gruppo delle #bicigialle ad una campagna amministrativa che a Verona non verrà facilmente dimenticata.

Ci siamo relazionati con tutti gli alfieri del cambiamento, Ignazio Marino quando i primi incontri li facevamo attorno ad un tavolo da tè, Giuseppe Civati quando era il “blogger” e che <<mica si fa la politica su internet>> ti dicevano, Matteo Renzi quando al solo nome, dentro il PD, si veniva tacciati di tradimento, Laura Puppato quando si è battagliato per candidarla alla Regione Veneto ma sconfitti dalle gerarchie pavide e Ivan Scalfarotto quando, ad invitarlo, ti dicevano che di diritti civili a Verona non sta bene parlare.

Ora, per questo frangente, le primarie del centro sinistra, le strade di questi compagni di strada si stanno separando.
Dovremmo esserne amareggiati, invece non lo siamo per nulla; le loro scelta diverse stanno ad indicarci che il cambiamento si sta materializzando e stanno diventando, loro, i nuovi protagonisti del Partito Democratico di domani.

Abbiamo semplicemente scelto i compagni di strada migliori, e i migliori, prima o poi, arrivano in finale.

A prescindere dalle semplificazioni giornalistiche (articolo qui sotto), innovarePD non diventerà comitato elettorato di nessuno dei candidati, rimarrà thinktank dell’innovazione e del cambiamento, provando a continuare ad anticipare i tempi, a sentire prima degl’altri la direzione del vento che arriva, come i gabbiani, lasciando sempre la porta aperta ad ogni curioso.